mercoledì 7 aprile 2010

D.D.D., ovvero 3D – L’inefficacia dello “spray” tridimensionale vs. i normali film


Molti vedono il 3D come una nuova frontiera del cinema, un sistema che rivoluzionerà il modo di fruizione dei film rilanciando il ruolo del cinema rispetto agli altri mezzi e supporti vari.
Innegabile è il successo dei primi film in 3D, “Avatar” su tutti.
In ogni caso, secondo l’opinione “dell’ultima fila”, non penso che questo sistema arriverà a sostituire né superare in toto i normali film in 2D.
Anche io sono stato tra gli “sperimentatori” che hanno voluto provare l’esperienza del film tridimensionale, che hanno infilato per la prima volta gli occhialini con grande curiosità circa quello che si sarebbe visto da quel momento in poi. Tuttavia… non l’ho trovata un’esperienza “travolgente” né “stravolgente”, ma piuttosto deludente. Qualche effetto qua e là, noie agli occhi se troppo prolungati.
L’esperimento personale è stato quello di vedere Avatar sia in 3D che nel normale 2D. Beh, cambia ben poco: una volta fatto un fugace “oh” per l’effettino 3D, il film lo trovo maggiormente godibile nella normale proiezione su tela, oltre che meno stancante per gli occhi. Aggiungiamoci poi il prezzo del biglietto quasi raddoppiato. Ed ecco che la “rivoluzione 3D” mi sa tanto di tentativo di rivitalizzare le entrate del cinema ripiegando sull’effettino.
La mia impressione è però che, una volta passato l’effetto novità, i prossimi film in 3D non avranno certamente lo stesso seguito e le stesse entrate dei precedenti a meno di considerevoli ulteriori evoluzioni. Almeno, per quel che mi riguarda, altri non ne vedrò, fino alle suddette evoluzioni… mi limiterò a tenere in camera per ricordo gli occhialini che mi hanno lasciato. Se non fosse stato scritto che è nocivo farlo, li avrei volentieri riciclati come occhiali da sole, dato l’impegno che hanno profuso per la loro estetica!

Se avete opinioni al riguardo del 3D, esprimetele pure nei commenti.