venerdì 7 novembre 2014

Buckley, Lennon, Cobain: le canzoni che abbiamo perso




Kurt Cobain. Foto Flickr by Lord Jim, licenza CC BY.
Molto spesso capita di riascoltare anche in modo del tutto casuale pezzi di cantanti ormai scomparsi da tempo. Oltre che risentire quelle canzoni con piacere, per gli artisti di livello assoluto che ci hanno lasciato in modo del tutto evitabile avverto uno strano senso di incompiutezza.
La loro opera c’è e resterà sempre, e in quanto ormai esaurita è da considerarsi “compiuta”, ma resta di fatto incompiuta. Mi viene da pensare così – come ad esempio nel caso di cantautori cardinali come Jeff Buckley, John Lennon e Kurt Cobain – a ciò che sarebbe stato ad esempio:

Jeff Buckley "Grace", foto Flickr by The travelling bum, licenza CC BY-ND.


  • se il giorno in cui Jeff Buckley decise di fare un bagno nel fiume fosse stata una grigia giornata di pioggia;
  • se Kurt Cobain non avesse continuato a frequentare una compagna che non aveva alcun interesse a disintossicarlo, ammazzato da lei o da se stesso che sia;
  • se lo squilibrato signor C. fosse stato braccato dalla polizia, o se qualunque contrattempo gli avesse impedito di trovarsi di fronte a John Lennon e di sparare  (non merita il nome completo, dal momento che ha dichiarato di averlo fatto anche per celebrità);
Pensateci un attimo, ora potremmo averli tutti e tre vivi e vegeti. Avremmo potuto ascoltare dal 1980 ad oggi album di cui non possiamo nemmeno avere idea. Avrebbero potuto finire per collaborare tra loro anche in un’evidente differenza di stili e generi. Avremmo potuto trovarci di fronte ad altri masterpiece di cui non possiamo avere nemmeno la più vaga idea, oltre che contribuire allo sviluppo del pensiero mondiale. Soprattutto Lennon, che era già molto attivo in questo senso dopo la fine dei Beatles. E Kurt avrebbe seguito la scia dell'amico e collega Krist Novoselic?

John Lennon e Yoko Ono, foto Flickr by Gisela Giardino, licenza CC BY-SA.
Ecco, è questo il senso di incompiutezza che riesco ad avvertire distintamente: l’essere assolutamente certo che molto era ancora da dare. Ed è questo che fa provare dispiacere vero per tutte le canzoni che abbiamo perso, tutte le perle che non abbiamo fatto in tempo ad ascoltare perché per destino o per sfortuna loro non hanno fatto in tempo a scriverle. Che oggi considereremmo come un dono pazzesco all’umanità, di cui invece siamo rimasti orfani. Ma forse, con una citazione presa in prestito dai vivissimi fratelli Gallagher, we're all part of the master plan.

Secondo voi, quali canzoni avrebbero potuto scrivere? Quali generi musicali avrebbero potuto contribuire a creare? E come avrebbero reagito all’11 settembre, all’Iraq, all’Afghanistan, al fondamentalismo, allo spauracchio della “crisi mondiale”? Sarebbe interessante, un po’ per gioco un po’ per consolazione, cercare di capire non solo cosa sono stati, ma anche cosa avrebbero potuto essere. Anche se mi rendo conto che la risposta non è affatto delle più semplici. :-)

Parque John Lennon a La Havana, foto Flickr by BBM Explorer, licenza CC BY-ND.