mercoledì 10 giugno 2009

Impressioni di giugno (sulla prima presentazione)


In ritardo, ed a freddo, esprimo quelle che sono state le mie impressioni alla prima “presentazione” della mia vita. Parlo facendo riferimento a quella tenutasi la settimana scorsa per il mio libro (il cui sito è linkato proprio qui a sinistra) presso la libreria Icaro a Lecce.
Devo dire che, dopotutto, tensione ed ansia comprese, alla fine è una cosa che ti dà energia. Energia nell’esprimere concetti , voglia di chiarire degli aspetti, di parlarne, di far conoscere o comunque cercare di far capire ciò che volevo trasmettere. Un libro difficilmente si “parla”.. un libro si legge e ci si lascia coinvolgere emotivamente, un libro si vive, almeno per come la vedo io. Per questo avevo timore che i discorsi non avrebbero reso ciò che il libro effettivamente è. Naturalmente è così, per le ragioni sopra descritte. Però devo ammettere che mi è piaciuta, mi ha dato una serie di sensazioni inevitabilmente mai provate prima, è stato un confronto spontaneo senza nulla di preparato, anche grazie a quello che ho capito essere il modo di presentare ed intervistare di Stefano Donno, il critico che mi ha affiancato nell’occasione. Lo ringrazio per l’interesse e la stima che ha dimostrato verso il mio lavoro.
E’ stato bello perché alla fine sembravamo due amici che parlavano di un libro, tant’è, che sono stati coinvolti anche gli amici che erano nelle prime file. E’ stato bello perché non mi aspettavo fossero in tanti, ad essere presenti. E vedere lì tutti voi insieme di fronte, pronti ad ascoltare, che fossero amici, parenti, o persone che non conoscevo (e che magari ho apprezzato conoscere) è stato qualcosa di importante.
Non ditemi però che è un libro autobiografico. Non lo è. Non chiedetemi “ma questo è successo davvero, non è successo davvero?”. E’ un romanzo ispirato alla realtà da me vissuta un po’ di anni fa, ma come romanzo ha bisogno della sua consistente dose di fantasia per dare un “feeling” e il giusto pathos ed interesse alla storia. Quindi prendetelo come tale, un romanzo, non un diario o descrizione spiccicata di vita reale. Ho cercato anzi di fare in modo che fosse possibile coinvolgere con una e più storie che, nel bene o nel male, ognuno di noi può aver vissuto o continua a vivere, e quindi può essere in grado di comprendere. Non so se ci sono più o meno riuscito, ma a me premeva soltanto cercare di esprimere emozioni, quelle che alla fine sono la cosa importante, quella che conta. Chiudo qui, non tornerò più sull’argomento.
Infine..è vero che in presentazione si è parlato poco dell’aspetto “musica” legato al libro, ma non è un problema, in ogni caso ci ha pensato Ilaria Pellegrino con la sua recensione a darne risalto! :-)
D’accordo… una presentazione non sarà mai come leggere effettivamente un libro… tuttavia, superata l’ansia iniziale (spero comprensibile).. ..essere riusciti a ritrovare uno spirito di familiarità ed intimità tra i cinquanta o sessanta presenti non succede sempre ed è stato davvero bello. E sarà un giorno che non scorderò. Vi ringrazio davvero.